Paris Agreement, lo strappo di Trump

L’Unione Europea può approfittare delle nuove politiche statunitensi per mandare avanti ambiziosi obiettivi: i capiclasse, ora, siamo noi

di Matteo Meloni

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“Il Trattato di Parigi non è un buon accordo per gli Stati Uniti”, ha affermato ieri il Presidente Donald J. Trump. Le sue parole hanno visto, poco dopo, la straordinaria presa di posizione di storici alleati di Washington.

In una dichiarazione congiunta, Italia, Germania e Francia si dicono “dispiaciuti della decisione degli Stati Uniti di abbandonare l’accordo universale sul cambiamento climatico” e che Roma, Berlino e Parigi sono convinte che “l’implemento del Trattato di Parigi offre sostanziali opportunità economiche per la prosperità e la crescita dei Paesi a livello globale”.

Uno strappo tra le cancellerie europee e gli USA che poche altre volte si è visto nel corso della storia recente. Sembra sempre più evidente che la frammentazione politica dell’occidente vedrà, da una parte, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna – se Theresa May la spunterà alle prossime elezioni politiche – mandare avanti la loro “Special Relationship” e, dall’altra, l’Unione Europea a due velocità seguire un cammino diverso su tanti fronti, dai flussi migratori al cambiamento climatico, passando per la gestione dell’economia.

 

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La vignetta del New Yorker sulla decisione del Presidente Donald Trump

 

Gli Stati Uniti non sono più il capoclasse della comunità internazionale, e l’Europa dovrà colmare un vuoto, si spera a livello collegiale, che cambierebbe le relazioni internazionali per gli anni a venire.

Ma finché la struttura degli organi decisionali – vedi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – non sarà riformata, l’impasse guiderà ancora per tanti anni i rapporti della comunità internazionale. L’adeguamento del Consiglio di Sicurezza alla realtà attuale – dove i cinque Paesi con diritto di veto possono bloccare unilateralmente ogni decisione ostile politicamente ad uno di questi Stati o ai propri alleati – è il primo passo per una maggiore democraticità del processo decisionale.

Altre realtà – come il G7, recentemente ospitato a Taormina, in Italia – non hanno senso d’esistere senza interlocutori adeguati: Cina, India, Russia li si trova nel G20, evento nettamente più rappresentativo per una discussione degli scenari planetari.

Come non mai, l’Europa ha l’occasione di affrancarsi dagli Stati Uniti e, personalmente, credo sia un bene viste le profonde evidenti differenze esistenti negli interessi delle singole realtà.

Ramadan Mubarak, La Rabbia e l’Orgoglio

A 16 anni dall’uscita del libro di Oriana Fallaci il rapporto tra occidente e Islam è ancora sotto i riflettori. Ma l’eredità del testo non è significativa

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Oggi inizia il mese sacro del Ramadan – chiamato Ramazan in Turchia – e milioni di fedeli musulmani pregheranno, digiuneranno e studieranno i precetti del Corano.

Auguro a tutti i miei amici praticanti serenità e felicità per i prossimi giorni!

Il mio viscerale interesse per l’Islam – in tutte le sue forme -, il mondo arabo e non, e la cultura sociale e politica musulmana mi ha portato, negli ultimi anni, a conoscere ed imparare, superare preconcetti, cogliere e capire il perché e il come di tanti avvenimenti. Il ringraziamento principale va ai miei docenti universitari, che sono stati capaci di aprirmi gli occhi attraverso dati storici e fattuali sulla realtà che viviamo.

Ad un certo punto dei miei studi ho pensato di essermi spinto fin troppo oltre la normale comprensione dei fatti, e mi son chiesto se avessi perduto una certa obiettività nell’analizzare la drammatica cronaca giornaliera.

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A distanza di 16 anni ho così deciso di rileggere “La Rabbia e l’Orgoglio” di Oriana Fallaci. Quando venne distribuito, nel lontano 2001, avevo poco più di 15 anni e la comprensione di quelle parole, scritte di getto dalla giornalista toscana, erano difficili da assimilare fino in fondo, sia perché l’immagine del male così generalizzata che rispondeva ai “mussulmani” – come la Fallaci li chiama – non mi suonava fino in fondo, sia perché percepivo la tensione che le sue parole causavano.

La Fallaci ha scritto importanti pagine del giornalismo italiano e internazionale, con sensazionali interviste a personaggi storici quali Yasser Arafat e Ruhollah Khomeini, ed è stata inviata di guerra nelle aree calde del mondo, nonché combattente contro i fascisti nel corso della Resistenza.

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La sua scrittura è eccezionale, una penna fine e ricercata. Ma oggi, il suo articolo – poi divenuto libro – troverebbe difficilmente spazio in un giornale come Il Corriere della Sera o la Repubblica, e forse finirebbe come editoriale su Libero o, se fosse ancora in distribuzione, su La Padania.

Perché nel rileggere quelle parole nel 2017 fa male, malissimo accettare un pensiero tanto rabbioso quanto univoco dell’intera Umma: che il fedele fosse del Marocco o dell’Indonesia, un musulmano francese o del Sudan, un talebano o un giordano, un cittadino dell’Arabia Saudita o della Turchia, per la Fallaci l’Islam è violenza pura. Mi ero dimenticato del suo fastidio verso “Le mille e una notte”, persino verso gli studi islamici della matematica: tutto ciò che è stato prodotto della cultura musulmana è relegato, ne “La Rabbia e l’Orgoglio” a pura spazzatura.

Oriana Fallaci racconta, nella lunga prefazione, che un professore della Boston University le chiese come dovesse definire il suo libro. Lei in un primo momento non rispose e, dopo averci pensato, lo richiamò e gli disse: <<Lo definisca una predica>>.

Con le prediche ho sempre avuto un brutto rapporto, anche se ho sempre cercato di carpirne, per lo meno, i passaggi positivi. Ma nel libro della Fallaci anche i passaggi positivi divengono negativi.

Come quando dopo l’11 settembre del 2001 la Fallaci ebbe un dialogo con un bambino di 8 anni, Bobby.

20-haunting-photos-from-the-september-11-attacks-that-americans-will-always-remember.jpg<<La mia mamma diceva sempre: “Bobby, se ti perdi quando torni a casa non avere paura. Guarda le Torri e rammenta che noi viviamo a dieci blocchi lungo lo Hudson River”. Bè, ora le Torri non ci sono più. Gente cattiva le ha spazzate via con chi ci stava dentro. Così per una settimana mi son chiesto: Bobby, a questo mondo c’è anche gente buona. Se ti perdi ora, qualche persona buona ti aiuterà al posto delle Torri. L’importante è non avere paura>>.

Si potrebbe pensare che l’aneddoto potesse servire alla Fallaci per cogliere un briciolo di umanità ma no, niente di tutto ciò: la giornalista si lancia in una eccezionale retorica sul Sindaco di New York Giuliani, che noi “italiani senza palle” – dice la Fallaci – dovremmo adorare perché dà lustro al nostro Paese.

Ma forse “La Rabbia e l’Orgoglio” Oriana Fallaci l’ha scritto come monito per chi, come lei, ha profondamente odiato una cultura per il solo fatto di essere diversa dal capitalismo democratico occidentale: odiate, perché noi siamo migliori di loro.

<<Stop. Quello che avevo da dire l’ho detto. La rabbia e l’orgoglio me l’hanno ordinato. La coscienza pulita e l’età me l’hanno consentito. Ora basta. Punto e basta>>.

La conclusione del libro mi ha rincuorato. Perché, alla fine delle 163 pagine, ho potuto alzare gli occhi e pensare: il mondo va avanti, e lo spazio per l’odio e la violenza è, veramente, all’antitesi di qualunque religione.

Gianfranco Zola: la reputazione fatta a uomo

di Matteo Meloni

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È finalmente online la mia intervista a Gianfranco Zola 🎥

Nato e cresciuto ad Oliena, dove ha iniziato a dare i primi calci al pallone indossando la maglia della Corrasi, Zola ha prestato la sua immagine alla copertina dell’Elenco Sì di Nuoro e Ogliastra, edito da Pagine Sì Spa.

Nel corso dell’intervista, Zola racconta il legame con la sua prima squadra di calcio e con la Sardegna, la crescita professionale con l’SSC Napoli ai tempi di Diego Maradona, la sua storia d’amore col Chelsea Football Club, e riserva parole di profonda stima per il Presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini.

Zola ha un forte rapporto col suo territorio d’origine. Per questo motivo, ha voluto legare il suo nome all’Elenco Sì, all’interno del quale è presente una biografia del calciatore, una pagina dedicata alla scuola calcio che prende il nome di Ignazio Zola, suo padre, e tanti utili consigli ed informazioni culturali, turistiche ed enogastronomiche sul territorio di Oliena e delle province di Nuoro e Ogliastra.

Buona visione!

Guterres, climate change is real; Italy lends support to Africa, SIDS in reaching SDGs

by Matteo Meloni

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NEW YORK, MARCH 24 – Climate change and the Sustainable Development Goals were the main themes on the agenda of the High Level event convened by the UN General Assembly. The adoption of the 17 SDGs in 2015, and the Paris agreement signed in 2016 are two important milestones in the framework of international relations, and UN member states are now discussing a further implementation of the actions to follow.

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In his remarks, the Secretary-General Antonio Guterres affirmed that “We are dealing with scientific facts, not politics. And the facts are clear. Climate change is a direct threat in itself, and a multiplier of many other threats. We face serious risks across the whole of the 2030 Agenda. Food security is under threat around the world due to more droughts.  With food insecurity, we must add economic insecurity as scarcities of staple crops cause price surges”.

Guterres underlined that the countries that supported the Paris Agreement are the same that adopted the Sustainable Development Goals, and the reason for this consensus, for the Secretary-General, is clear: “All nations recognize that implementing the 2030 Agenda goes hand-in-glove with limiting global temperature rise and increasing climate resilience. Every month, ever more countries are transforming their pledges into national climate action plans”.

Giovanni Brunelli of Italian Ministry of Environment, Land and Sea outlined Rome’s commitment on the issues, and explained that Italy, as a priority, is engaging through bilateral and multilateral cooperation with several partners such as African countries and Small Island countries to promote mitigation and adaptation oriented on the ground projects. “The transition towards a new agenda for global action, environmentally and socially sustainable, therefore must be seen as the best answer to make our economies and lifestyles more equitable and sustainable and more effective in reducing poverty”, said Brunelli.

Italy adopted last year a decree that foresees the elaboration of an annex to the Economic and financial document which includes the trend of indicators on equitable and sustainable wellbeing on the basis of the economic measures envisaged, and submitted last October its candidature to present Voluntary national reviews of the implementation of the 2030 Agenda and has started to develop a national strategy for sustainable development to achieve greater coherence and synergies in all sectors involved.

Climate change is on the agenda of the next G7 summit of Taormina (26-27 of May 2017): various aspect of the Paris agreement’s implementation will be discussed, such as necessary reforms, support, and G7 countries’ full engagement for long-term low greenhouse gas strategies. Climate change and SDGs will be high agenda of the Bologna G7 environment ministers’ meeting as well in June.

“Trying to understand what environmental pollution and climate change effects may mean for the future of our economies is daunting. It is not simply the case of coming up with a point estimate of what it might cost to world economy – affirmed Brunelli – but a nuanced understanding of how it impacts sectoral and regional economic activity, how it propagates through our economic system, and what the downside risks are to migrations, health and social wellbeing. If we do not start taking additional action now – continued the Italian officer – we will witness a growing number of people hit by hunger, poverty, illness and conflicts, as proved by the refugee crisis in Europe, that has sharpened the world’s focus on these concepts”.

Peter Thomson, President of the 71st Session of the General Assembly, said that he believes that the new strategic partnership that are being forged to drive the SDGs implementation must be leveraged to promote climate action. “The scaled-up resource mobilization efforts which are drawing public, private, blended and alternative sources towards SDG implementation can also simultaneously pursue regulatory reforms that help economies transition to inclusive, low-carbon models. And the innovative and disruptive technology that is already driving the transition towards cleaner, renewable energy sources – continued Thomson -must also be harnessed to drive action on SDG implementation”.

For the President of the General Assembly “the United Nations has a critical role to play, and under the leadership of Secretary-General Guterres, the organization is already reviewing its structures to ensure that it is able to respond coherently, efficiently and effectively to the emerging challenges of our time, including to support SDG implementation”. (@OnuItalia)

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UNHCR’s Grandi meets the 15 members of the SC at the Italian mission

by Matteo Meloni

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NEW YORK, MARCH 7 – The Permanent Mission of Italy to the United Nations hosted an informal meeting of the High Commissioner for Refugees, Filippo Grandi, with the 15 members of the Security Council. The Italian-born UN refugee chief recapped about his latest missions in Syria and Lebanon in early February, and focused on his priorities for 2017. “This is an opportunity to say how much I appreciate your commitment in peace and security”, said the High Commissioner, appointed in November 2015 by former Secretary-General Ban Ki-moon.

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Filippo Grandi leads the UN Refugees Agency in a context of unprecedented humanitarian crises involving 65 million displaced persons and 21 million refugees worldwide. Among Grandi’s top concerns are the progress of the Global Compact on Refugees, and possible synergies between the work of the UNHCR and the Security Council.

Ambassador Sebastiano Cardi chaired the meeting, recalling that for 2016-2017, the strategic priorities of UNHCR include the protection of women and children, the eradication of statelessness, and the integration of refugees and host communities in a long-term perspective. Cardi emphasized the theme of minors, who represent almost half of all refugees in the world. Most of them are unaccompanied, and they are particularly vulnerable to every form of abuse and exploitation. “The UN Refugees Agency focus on children well-pointed as they are vulnerable to abuse”, said Cardi. (@melonimatteo)

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Cinque italiane nella Top 100 della reputazione mondiale. Ferrero prima nel food

di Matteo Meloni

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ferrero-1ROMA, 1 MARZO – Si rafforza la presenza delle aziende italiane tra quelle più apprezzate e riconosciute a livello mondiale. Secondo la Global Reptrak 100, la classifica del Reputation Institute che misura la reputazione delle aziende tra i consumatori, Ferrero, Barilla, Giorgio Armani e Pirelli sono tra le prime 50: un dato importante che dimostra, ancora una volta, lo spiccato interesse del pubblico verso il Made in Italy.

Ferrero, la multinazionale dei prodotti dolciari, registra due record: è la prima azienda alimentare della classifica, e guida l’Italia tra le società presenti nel ranking delle 100 realtà con maggiore reputazione nel mondo. “Siamo orgogliosi della fiducia che i

consumatori di tutto il mondo ci hanno confermato anche quest’anno posizionandoci in termini di reputazione al primo posto assoluto nel mondo come azienda alimentare oltre che come azienda italiana. È la conferma che ‘la qualità prima di tutto’ è la vera chiave del successo”, ha affermato Giovanni Ferrero, Amministratore Delegato della società piemontese.

Barilla, produttrice di pasta, sughi e prodotti da forno, raggiunge la 23° posizione. Il gruppo Giorgio Armani si piazza al 28° posto, migliorando di 4 posizioni rispetto allo scorso anno e primeggiando tra le aziende italiane dello style. Pirelli passa dal 40°al 32° posto, ed entra nella classifica la FCA, piazzandosi al 98° posto: realtà di innovazione e automotive, che raccontano tanto di un panorama economico come quello italiano, fatto non di soli food e moda.

La classifica 2017, guidata dalla Rolex, vede tra le prime 10 aziende con la maggiore reputazione LEGO Group, Walt Disney e Canon. Google, al quinto posto, perde due posizioni rispetto al 2016. Bosch e Sony, rispettivamente al 6° e 7° posto precedono Intel, che rientra nella top ten dopo un anno. La casa automobilistica Rolls-Royce si colloca al 9° posto e chiude i primi 10 la Adidas.

“Le prime dieci aziende del ranking mondiale 2017 provengono da diversi settori e investono continuamente per rafforzare e proteggere la loro reputazione. Questo – spiega Michele Tesoro-Tess, Executive Partner di Reputation Institute – testimonia quanto la reputazione sia diventato un asset fondamentale nelle strategie di business, indipendentemente dal settore in cui operano: l’impatto concreto della reputazione sulle performance economico-finanziarie è finalmente riconosciuto”.

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Siria, perché l’Italia ha sostenuto la risoluzione bocciata da Russia e Cina

di Matteo Meloni

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NEW YORK, 1 MARZO – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha respinto martedì sera la risoluzione presentata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito sull’uso delle armi chimiche in Siria in seguito al voto contrario di Cina e Russia, membri permanenti dell’organo dell’Onu con diritto di veto. L’Italia, membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dal primo gennaio, ha appoggiato la risoluzione, patrocinata da altri 42 Paesi.

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Il voto sulla risoluzione ha provocato il primo scontro politico tra l’America di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin. “Mosca e Pechino hanno preferito difendere i loro amici nel regime di Assad piuttosto che le esigenze della sicurezza globale”, ha tuonato la neo-ambasciatrice americana Nikki Haley. Intervenuto dopo l’esito del voto, anche l’ambasciatore italiano Sebastiano Cardi ha espresso rammarico per il risultato finale e per la mancata unità all’interno del Consiglio di sicurezza su questo tema. Cardi ha auspicato una ripresa immediata delle attività del JIM (Joint Investigative Mechanism),  lo strumento di indagini delle Nazioni Unite. La risoluzione, ha detto l’Ambasciatore, intendeva assicurare un seguito significativo al lavoro del JIM.

Il Permanent Representative italiano ha evidenziato tre ragioni principali per le quali l’Italia ha appoggiato l’iniziativa. La prima è la “storica posizione italiana sulla non-proliferazione, che dev’essere tenuta separata dalle altre questioni politiche”: “Condanniamo con forza – ha spiegato Cardi – l’uso di armi chimiche o di materiale tossico da parte degli Stati o altri attori. Oggi più che mai è necessario sostenere i valori e i principi dell’architettura del sistema di non-proliferazione, evitando il suo indebolimento, che incoraggerebbe l’utilizzo di armi chimiche”.

Cardi, argomentando il secondo punto, ha sottolineato il sostegno italiano al JIM e al suo staff. Il meccanismo congiunto di investigazione “è uno strumento essenziale che permette di attribuire le responsabilità a chi compie i feroci attacchi con le armi chimiche. Il JIM – ha proseguito l’Ambasciatore – attraverso i suoi rapporti ha svolto il compito richiesto dal Consiglio di Sicurezza, e la risoluzione è stata disposta per garantire un seguito significativo al lavoro del meccanismo congiunto di

La terza ragione per la quale l’Italia ha appoggiato l’iniziativa di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia è il senso di responsabilità: “Aver solamente identificato la parte responsabile degli attacchi – ha detto Cardi – non è sufficiente: ci devono essere conseguenze per coloro i quali hanno pianificato, ordinato ed eseguito gli attacchi”. “L’Italia – ha quindi concluso l’Ambasciatore – ha votato a favore della risoluzione in nome del principio di responsabilità di coloro che hanno perpetrato gli attacchi, e per riaffermare la nostra consolidata posizione a difesa dei principi e di condanna dell’uso di armi chimiche da parte di chiunque e in ogni circostanza”.

Sono stati 9 i Paesi ad aver appoggiato la risoluzione, mentre la Bolivia ha votato insieme a Russia e Cina, rigettando il testo proposto. Egitto, Etiopia e Kazakistan si sono astenuti.

Il 19 dicembre il Consiglio di Sicurezza aveva votato all’unanimità la risoluzione che chiedeva a tutte le parti in causa nel conflitto siriano l’immediato accesso da parte dello staff internazionale per il monitoraggio dell’evacuazione di Aleppo est. Il voto contrario sull’ultima risoluzione presentata in Consiglio di Sicurezza segue altre due recenti votazioni non approvate, avvenute il 5 e l’8 dicembre. Negli ultimi 5 anni la Russia ha posto il veto 7 volte, la Cina 6, alle risoluzioni riguardanti la questione siriana.

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North Korea, the Security Council condemns attempts to evade sanctions

by Matteo Meloni

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NEW YORK, FEBRUARY 28 – The U.N. Security Council discussed the sanctions imposed on Democratic People’s Republic of Korea. Sebastiano Cardi, Permanent Representative of Italy to the United Nations, briefed the Council as Chair of the 1718 DPRK Sanctions Committee, which oversees the sanctions imposed by the Security Council. Chair’s briefs are held every 90 days, but yesterday’s meeting was the occasion to further analyze February’s North Korea ballistic missile test.

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Volodymyr Yelchenko, Ukraine Ambassador and President of the Security Council for the month of February, summarized the discussions on the topic at the Security Council Media Stakeout.

Welcoming the 90-day report of the Chair, Member States “have unanimously condemned North Korea’s attempts to evade the sanctions imposed by the SC, and emphasized the importance of full compliance with the relevant resolutions as well as their intention to work jointly to reduce tensions in the Korean Peninsula”. Ambassador Yelchenko added that “Members of Security Council agreed to continue to closely monitor the situation and work to achieve denuclearization of the Korean Peninsula”.

Talking to the media, Italian Ambassador Sebastiano Cardi said that the Security Council meeting had focused on how to improve the sanctions. According to Cardi, the Council needs more National Implementation Reports, and it’s essential to redouble the efforts for this purpose. Italy, as Chair of the 1718 Sanctions Committee, is committed to working with member States in order to overcome technical difficulties that could slow down the resolutions’ fulfillment. Ambassador Cardi stressed the commitment to minimize the sanctions’ impact on the civil population, following in this way the Council’s resolutions.

Adopted by the Security Council on October 14, 2006,  Resolution 1718 – together with several other resolutions voted by the Council over the years – condemns DPRK’s nuclear activities, while the Committee oversees the sanctions measures imposed by the Security Council. Following the Security Council resolution 2321 adopted on November 30, 2016, the Council of the European Union adopted yesterday legal acts imposing further restrictions on the Democratic People’s Republic of Korea.

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Yemen, Italy funds IOM and UNFPA for interventions in favour of children and to prevent violence against women

by Matteo Meloni

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With a contribution of nearly one million euros Italy’s Cooperation service funds the International Organization for Migrants and the United Nations Fund for Population Activities for interventions in favor of children and to prevent violence against women. “It is a humanitarian contribution we are making to the areas of education and for the prevention and assistance to the victims of gender-based violence and it represents a tangible sign of solidarity and of the consideration that Italy has for the most vulnerable segments of the Yemeni people, who are the innocent victims of a conflict that has been going on for almost two years now”, said Foreign Minister Angelino Alfano in a statement.

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Italy’s contributions to Yemen has the goal to aid the minors of displaced populations by rehabilitating school facilities and supporting teachers and students by providing school materials to the Governorates of Shabwah and di Lahj. In this framework, Italian Cooperation funded the IOM with €642,000.00.

In order to finance interventions in favor of the reproductive health of girls and young women, and for the prevention and assistance to the victims of gender-based violence, through counselling services, psychological support, gynecological emergency services, mobile clinics, and the distribution of hygiene kits, Italy supports UNFPA’s activities with €350,000.00.

During a meeting in late January at the UN Security Council Italy called for immediate cessation of hostility and humanitarian access, “indispensable elements to guarantee an improvement for local people’s conditions”, in the belief that an immediate ceasefire is the only way to improve Yemenis alarming and critical situation, followed by a political solution and the renewal of peace talks under the auspices of the United Nations.

The UN Emergency Relief Coordinator Stephen O’Brien warned on the risk of famine for 2017 if there is no immediate action. Data show that the situation is worsening especially for children, with 2.2 million boys and girls acutely malnourished: a 63% increase since late 2015. In his remarks, O’Brien said that 14 million people are food insecure, half of them are severely food insecure. “Yemeni are forced to miss meals and eat food with poor nutritional value. Children are going to bed hungry every night”. The humanitarian crisis in Yemen involves 18 million out of a total population of 27 million people.

Burkina Faso, Italy funds project for persons with disabilities

by Matteo Meloni

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ROME, FEBRUARY 22 – The Italian government has approved a €1.5 million project of inclusion for persons with disabilities in Burkina Faso. Italy’s move has the goal to help local communities in fostering lives’ conditions of those affected by physical problems in a historical partner country. Burkina Faso and Italian Cooperation are strongly linked thanks to more than 25 years of relationship, where Italy has financed around 107 million Euros during the years.

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According to Burkina Faso’s National Institute of Statistics and Demography, 168,094 persons out of the country’s 14 million inhabitants are living with a physical, sensory, or mental disability. Much of the statistics is only collected in more densely populated provinces and towns and not in smaller rural communities. Handicap International, a French NGO, estimates that the number is as high as 7%.

This funding follows the recent Italian Cooperation’s contribution for the “Education and research in malariology” project which has guaranteed in almost 30 years Italy’s support to the plague.

In October 2016 Italian Prime Minister – then FM – Paolo Gentiloni hosted the President of Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, highlighting the political ties with Italy and the attention Rome pays to the whole of the Sahel region. The talks focused, among other issues, on relaunching the bilateral political and economic cooperation between the two countries, but most of all on security issues also from the regional perspective. The meeting underlined how Italian Cooperation plays a key-role in Burkina Faso which is Italy’s priority country in terms of governmental development assistance.

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