“Il successo della donna più potente del mondo faccia riflettere sui toni della politica italiana”

Germania. Maria Luisa Pinna, docente di tedesco e profonda conoscitrice, spiega la conferma della Merkel: “Il successo della donna più potente del mondo faccia riflettere sui toni della politica italiana”

di Matteo Meloni, da Il Portico del 18 Ottobre 2009

Twitter: @melonimatteo

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La Cancelliera tedesca Angela Merkel. Photo: http://www.forbes.com

Le recenti elezioni tenutesi in Germania hanno dato luce ad una nuova organizzazione di potere che, in primis, cancella la Grosse Koalition che guidava il Paese dal 2005 confermando alla guida del governo la Cancelliera Angela Merkel. Maria Luisa Pinna, docente di lingua tedesca, ci spiega perché la conferma della donna più potente del mondo non deve stupire.

Le elezioni in Germania sanciscono la fine della Grosse Koalition.

Assolutamente si; il Partito Liberale e Die Linke sono i veri vincitori dell’ultima tornata elettorale, mentre i grossi partiti, CDU-CSU ma soprattutto l’SPD escono sconfitti, perdendo una consistente fetta di elettorato. L’SPD in particolare dovrà fare i conti con nuovi poteri interni al partito; anzitutto vorrei far notare l’azzeramento dei suoi più alti vertici, dimissionari dopo la perdita delle elezioni.

La situazione non sembra molto diversa da quella italiana, in particolare la sinistra tedesca perde consensi nel partito di riferimento, l’SPD, e guadagnano partiti costola, come Die Linke, paragonabile all’IDV di Di Pietro.

Il caso tedesco può somigliare a quello italiano, ma in un contesto estremamente diverso e variegato. Potremmo fare l’esempio della città di Berlino: guidata da Klaus Wowereit dell’SPD, la maggioranza della capitale è mandata avanti con Die Linke, mostrando un esempio di condivisione di ideali e politiche. A livello nazionale la situazione è diversa: nelle ultime elezioni non ci si è voluti coalizzare categoricamente col partito di Lafontaine, con il risultato di una sconfitta bruciante per l’SPD. In generale, non abbiamo più due grandi partiti e altri piccoli, ma tanti grandi partiti.

Il Partito Liberale è riuscito a prendere una grossa fetta dell’elettorato, tanto da diventare l’ago della bilancia per la formazione del prossimo governo.

Il partito guidato da Guido Westerwelle ha improntato la campagna elettorale su temi economicidi libero mercato, detassazione e semplificazione del sistema fiscale in generale, promozione di politiche più favorevoli per le famiglie. L’omosessualità di Westerwelle, palese e risaputa, non ha influenzato negativamente l’elettorato tedesco, dato comunque sensibile; in Germania l’omosessualità dei politici non è vista come un limite: lo stesso sindaco di Berlino è omosessuale. In questo contesto, la cristiana Merkel lavorerà con la solita proficuità per il raggiungimento della stabilità economica che non solo la Germania, ma l’Europa tutta desidera dal punto di vista economico.

Angela Merkel è amata pressoché dall’intero specchio dell’elettorato tedesco.

La forza di Angela Merkel sta nella sua semplicità legata al carisma innato che la contraddistingue. La Merkel viene chiamata “Mutti”, mammina, per dare un’idea dell’impressione positiva che la sua presenza può dare. Il successo della Merkel dovrebbe far riflettere sui toni che in una politica sana e più democratica si dovrebbero utilizzare: senza offendere l’avversario, si può convincere l’elettorato in maniera ugualmente decisiva.

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