Germania: la deputata SPD Angelika Krüger-Leißner: “Così abbiamo capito quanto è importante partecipare all’integrazione nell’Occidente”

Secondo Angelica Kruger “non è stato facile coinvolgere le persone disincantate dalla magia della riunificazione”. La parola d’ordine ora è valorizzare i giovani

di Matteo Meloni, da Il Portico del 20 dicembre 2009

Twitter: @melonimatteo

La deputata tedesca del SPD Angelika Krüger-Leißner. Photo: http://www.maz-online.de

Angelika Krüger-Leißner, 58 anni, deputata dell’- SPD, nata nella Germania dell’Est, ha appena iniziato la sua quarta legislatura. Nel 1998 hapartecipato attivamente ad un epocale cambiamento nella storia politica tedesca: il Cancelliere Helmut Kohl, dopo 16 anni, ha lasciato il potere alle forze dell’SPD guidate da Gerhard Schröder.

Nel suo intervento ha ricordato che è stata la fondatrice della sede dell’SPD nella sua città natale. Cosa ha rappresentato, per lei, la possibilità di realizzare una scelta del genere?

Personalmente non ero particolarmente attiva durante il regime della DDR ma con l’avvento della democrazia ho capito quanto fosse importante partecipare alla nostra integrazione nel meccanismo democratico occidentale. E’ stato un onore poter fondare l’SPD nel-la mia città. In generale la costruzione di nuove strutture, in linea con i principi democratici, ha comportato molti sacrifici.

Nella sua attività ha cercato di coinvolgere il maggior numero di persone, sostenendo progetti scolastici, e in primis la valorizzazione dei giovani.

Non è stato facile coinvolgere le persone perchè erano tante quelle disincantate dalla magia della riunificazione per i numerosi problemi ai quali sono andate incontro. Il sistema della DDR lasciava poco spazio di manovra al singolo: una volta terminati gli studi, ad esempio, lo studente trovava pronto il posto di lavoro. Con la valorizzazione dei giovani ho promosso lo scambio dei ragazzi tedeschi con quelli di nazioni come Israele e la Gran Bretagna: abbiamo capito quanto i loro problemi siano simili, accomunati dalle paure per il futuro e in particolare dalla disoccupazione, sempre più in crescita in tutta Europa.

Quali sono i problemi che non vi permettono di coalizzarvi con Die Linke, il partito di sinistra – guidato da Lafontaine – creatosi dopo il distacco dall’SPD?

Die Linke non ha saputo essere del tutto sincera col suo passato; molti degli appartenenti al partito credono che gli eventi storici avvenuti non siano così importanti da doverne discutere. Non si assumono colpe e responsabilità di fronte ai cittadini, in particolare quelli dell’Est che ancora chiedono delucidazioni di tanti aspetti controversi della vita nella DDR, come ad esempio l’appartenenza o meno di alcuni membri del partito alla Stasi, la polizia segreta della Germania comunista. La Linke si considera un partito forte e in talune circostanze la loro visione politica coincide con quella dell’- SPD, ma ci differenziano numerose problematiche: negano, ad esempio, la globalizzazione e fanno promesse utopiche e non concretizzabili. Non ci potrà essere una coalizione SPD – Die Linke finché non avranno un’ottica più realistica della politica.

Nella Germania dell’Est il tasso di natalità è sensibilmente calato.

In passato si davano molti più contributi alle famiglie, una sovvenzione ad ogni nuovo nato e un posto di lavoro assicurato alle neomadri, senza il rischio che lo perdessero. Ora si pensa più a se stessi, non ci sono progetti comuni ed unitari, questo ha provocato un aumento dei divorzi e meno attenzione verso i bambini, i quali rimangono più soli.

Che visione si ha in Germania della politica italiana?

Caotica (la deputata ride, nda). Credo sia difficile esprimersi: è indecifrabile per numerosi aspetti, in particolare la mancanza di certezze. Faccio parte del gruppo parlamentare italo-tedesco, lavoro bene con gli italiani ma ogni qual volta un progetto giunge quasi al termine ci sono nuove elezioni nel vostro Paese che ne compromettono la realizzazione in quanto cambiano i volti dei deputati.

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