Paola Piras: “Non si può perdere di vista l’aspetto umano, il rapporto con gli studenti è fondamentale”

Università. Comincia il terzo anno di mandato per Paola Piras, ordinario di diritto amministrativo a Scienze politiche

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

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Paola Piras, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari, al terzo anno di mandato.

All’inizio del terzo e ultimo anno di mandato – in scadenza ad ottobre del 2011 – Paola Piras, preside della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari, non ha perso l’entusiasmo per il suo ruolo che, anzi, sembra rigenerarsi giorno dopo giorno. “Stamattina sono entrata in ufficio alle 7.45”, confessa prima dell’intervista, raccontandoci le difficoltà che ha dovuto affrontare in questi anni e i successi raggiunti.

Quale ritiene possa essere un giudizio generale sull’esperienza da preside, ora che si appresta ad affrontare l’ultimo anno in carica?

Sicuramente positivo;vedo il ruolo di preside come un passaggio della mia carriera, un servizio necessario che svolgo con piacere. Per poter fare bene, in tutti gli ambiti, bisogna spendere le proprie energie fisiche e con l’aiuto di tutti siamo giunti ad importanti obiettivi. Mi ritengo anzitutto privilegiata e fortunata perché svolgo il lavoro che più mi piace, quello di docente.

Il suo mandato è iniziato con la lectio magistralis tenuta da Gustavo Zagrebelsky, già Giudice della Corte Costituzionale, ed è coinciso con l’occupazione dell’aula magna nelle proteste che seguivano la riforma universitaria.

Avere un ospite illustre come Zagrebelsky all’inizio del mio mandato è stato di notevole aiuto ed incoraggiamento, ma soprattutto è stata l’occasione per poter discutere di temi importantissimi con gli studenti stessi, i quali hanno gremito l’Aula Teatro e partecipato con domande e curiosità al dibattito. I momenti difficili fanno parte del compito e con la buona volontà e il dialogo si possono affrontare in maniera serena. E’ evidente che i tagli alla spesa universitaria ci hanno colpito, tanto da dover giungere alla sofferta chiusura del corso di Economia e Politiche Europee. Siamo in una fase di transizione: aspettiamo il superamento della sovrapposizione degli ordinamenti. In via non definitiva è stato chiuso il corso in Servizio Sociale, così da poterlo ristrutturare e non saturare il mercato del lavoro con tale figura, importantissima nel territorio.

Scienze Politiche rimane tra le facoltà con più iscritti.

Il trend di iscrizioni è sempre positivo, in crescita costante: quest’anno, nel quale sono stati chiusi tre corsi di laurea, le preiscrizioni sono state 1280. Le idee per il futuro sono numerose, anzitutto partendo dallo sdoppiamento dei corsi: per la qualità della didattica è fondamentale creare corsi paralleli, così da fornire agli studenti maggiore attenzione da parte dei docenti, i quali potrebbero gestire una mole di alunni inferiore. Non bisogna mai perdere di vista l’aspetto umano: la nostra logica è quella di trasmettere agli studenti l’idea che la cultura si può valorizzare solo attraverso un background forte, quindi necessario è il collegamento diretto con le scuole superiori. Quest’anno la nostra facoltà ha fornito gli istituti superiori modelli di test da svolgere per poter accedere ai nostri corsi; inoltre attraverso diversi accordi gli alunni delle quinte superiori sono stati invitati a seguire le prime lezioni di Economia Politica e Diritto Pubblico, così che potessero rendersi conto di come si svolge una lezione universitaria.

Quest’anno per la prima volta ci sarà un test unico nazionale per tutti gli studenti che intendono iscriversi in Scienze Politiche.

Come i corsi di laurea in Medicina e Ingegneria, anche Scienze Politiche ha avuto una giornata unica di svolgimento del test d’ingresso: attraverso la Conferenza dei Presidi si è deciso di attuare questa forma di accesso al nostro corso di studi che permetterà allo studente di poter spendere il risultato della valutazione anche nelle altre facoltà di Scienze Politiche d’Italia. Hanno aderito alla valutazione nazionale quasi tutte le facoltà italiane ad eccezione di quelle che, per motivi meramente organizzativi, non avrebbero fatto in tempo nell’attuazione della prova. Grazie alla Conferenza dei Presidi si stanno siglando sempre più accordi con le varie istituzioni per l’aumento dei tirocini e con gli ordini professionali per l’elaborazione di progetti e lo scambio di professionalità.

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