“Incontri d’AFFRICA”: diario di bordo della seconda edizione dell’iniziativa

Incontri d'AFFRICA: un momento della rassegna.

Incontri d’AFFRICA: un momento della rassegna.

Un lungo abbraccio di culture e sensibilità

di Matteo Meloni, da Il Portico del 3 novembre 2013

Twitter: @melonimatteo

Per il secondo anno consecutivo si è svolta a Cagliari la manifestazione denominata “Incontri d’AFFRICA”, evento organizzato dai fondatori del sito internet affrica.org che ha come obiettivo principale quello di raccontare il continente africano senza filtri né censure. È stato l’Hostel Marina, nelle scalette di San Sepolcro, lo scenario della due giorni di incontri e dibattiti, che ha visto la numerosa partecipazione della cittadinanza, interessata ed appassionata alle tematiche in discussione al ciclo di conferenze, svoltosi nelle giornate del 18 e 19 ottobre scorsi.

Anche quest’anno “immagini, parole, musica” sono state il trait d’union della manifestazione, con la partecipazione di protagonisti – a vario titolo – dell’Africa contemporanea. L’evento, seguendo il format vincente della prima edizione, ha proposto documentari, incontri e racconti dal continente africano. Storie intense e drammatiche, come quelle raccontate nella prima giornata, che ha ospitato Kaha Mohamed Aden e Antonio Maria Morone dell’Università di Pavia. Aden, nata a Mogadiscio negli anni Sessanta, a 20 anni ha dovuto abbandonare il suo Paese per via della persecuzione della sua famiglia da parte del regime di Siad Barre. Arrivata in Italia nel 1986 si è laureata in Economia all’Università di Pavia e ha poi iniziato a lavorare nell’ambito della mediazione culturale e dell’intercultura. È stato soprattutto il padre, Sheikh Mohamed Aden – importante chirurgo laureatosi in Italia – a subire le angherie del governo somalo che lo aveva fatto arrestare due volte per aver assunto un atteggiamento critico rispetto alle idee del regime. Alla storia di Aden è seguito l’incontro con Antar Mohamed Marincola, insieme al reading di Timira. Marincola, nato in Somalia da madre italiana e padre somalo, risiede a Bologna dal 1983 dove lavora come educatore e mediatore culturale. Egli porta con sé le singolari storie dello zio e della mamma, dalle quali sono nati due libri di successo: “Razza partigiana. Storia di Giorgio Marincola (1923-1945)” di Carlo Costa, Lorenzo Teodonico e Timira, e “Romanzo Meticcio” di Wu Ming 2 e dello stesso Antar Mohamed. I protagonisti sono Giorgio e Isabella Marincola, nati in Somalia rispettivamente nel 1923 e nel 1925 dall’unione tra un sottoufficiale dell’esercito italiano e una donna somala. Riconosciuti dal padre, i due fratelli giungono in Italia da piccolissimi, e in Italia crescono e studiano. Sono cittadini a tutti gli effetti, ma avere la pelle scura ed essere italo-africani in un Paese che si percepisce come bianco e omogeneo, avrà importanti conseguenze sulla vita di entrambi. Sabato 19 è stato proiettato il film dell’antropologo e missionario sardo Tonino Melis “L’uomo che cerca parole”. È lo stesso missionario il protagonista del lungometraggio: nel nord del Camerun al confine con il Ciad da anni sta portando avanti un progetto, realizzare il primo vocabolario della lingua Masa. Attraverso le scene di vita quotidiana, dal mercato alla messa, il film racconta l’impegno di Don Tonino e le difficoltà nel ricercare, capire e spiegare i vocaboli di quella lingua e di quel mondo. Con i colori della savana, gli scudi di paglia africani al fianco delle maschere dei mammuthones e i Quattro Mori sempre presenti, il lungometraggio rappresenta un bellissimo abbraccio di culture e di lingue. Protagonisti della seconda pellicola proiettata ad “Incontri d’AFFRICA” sono i quaranta bambini della Scuola Primaria di Sedilo, con il documentario “Su contu de Funtana Froria”. Progetto dell’associazione in MediAzione, il filmato tratta del rispetto dei beni comuni e di socialità. Il progetto, interamente in sardo, è l’esito del laboratorio di cinema tenuto presso la scuola di Sedilo. Di grande interesse la sfilata di abiti senegalesi della linea “Gis Gis”, nata nel Centro Socio- Culturale di formazione in taglio e cucito, nel cuore della banlieu di Guediawaye, nei pressi di Dakar. L’obiettivo principale del progetto Gis Gis è quello di avviare le ragazze alla professione, attraverso la creazione di una cooperativa e di un’attività commerciale finalizzata all’immissione dei prodotti nel mercato locale e internazionale. La scuola di Sunugal non svolge solo un’azione di formazione, ma anche educativa e sociale.

da Il Portico del 3 novembre 2013

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