La guerra dell’acqua: una delibera della Giunta regionale sarda rischia di compromettere il risultato del referendum

Ugo Cappellacci, Presidente della Regione Sardegna. Una delibera della Giunta rischia di compromettere il referendum sull'acqua del 2011. Foto: http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/C/cappellacci_ugo_1--400x300.jpg

Ugo Cappellacci, Presidente della Regione Sardegna. Una delibera della Giunta rischia di compromettere il referendum sull’acqua del 2011. Foto: http://www.adnkronos.com

di Matteo Meloni, da Il Portico di Domenica 24 Novembre 2013

Twitter: @melonimatteo

ANCORA UNA VOLTA IL diritto all’acqua pubblica sembra essere in pericolo. Nonostante il referendum regionale del 12 e 13 giugno 2011 abbia sancito con largo consenso il divieto all’affidamento a soggetti privati della gestione delle risorse idriche, una delibera della Regione Sardegna rischia di comprometterne l’esito. Abbanoa, la società che ha in carico la gestione della rete idrica isolana, versa in una nota condizione di difficoltà contabile e finanziaria, fatto che sarebbe addirittura in grado di compromettere non solo il soddisfacimento di centinaia di creditori, ma la stessa continuità nel servizio di distribuzione e potabilizzazione delle acque. E la delibera regionale del 28 agosto 2013 “Provvedimenti urgenti per la continuità dell’erogazione del servizio pubblico di acquedotto, fognatura e depurazione” sembra andare verso una concessione ai privati delle quote societarie di Abbanoa, fatto che renderebbe vano il referendum del giugno 2011. Giuseppe Stocchino, Consigliere Regionale di Rifondazione Comunista appartenente al Gruppo Misto, ha presentato una interpellanza nella quale si legge che il documento dell’Esecutivo regionale “Oltre a prevedere una procedura concordata con la Commissione europea per la concessione di finanziamenti milionari senza che questi vengano considerati “aiuti di Stato indebiti”, prevede di poter affidare al mercato il futuro della società per azioni “Abbanoa” una volta che venga a scadenza la concessione da lei posseduta e successivamente al raggiungimento dello status di “socio di maggioranza” da parte della Regione Sardegna”. La delibera regionale, così, contrasterebbe col volere del popolo sardo, creando un conflitto col territorio e portando la materia anche a livello europeo. L’interpellanza propone alcuni quesiti cruciali alla Giunta Regionale e, nello specifico, chiede quali azioni intenda intraprendere per evitare che la gestione del servizio idrico finisca nelle mani di investitori privati; se intende rivedere le parti della deliberazione de quo in grado di entrare in contrasto con il risultato del referendum abrogativo nazionale del giugno 2011; se ritiene compatibile con i principi di efficacia ed efficienza amministrativa la situazione in cui versa “Abbanoa”, azienda che è addirittura costretta a ricorrere ad una società di revisione perché non è in grado di quantificare i propri debiti; se è capace di fornire rassicurazioni in merito alla continuazione del servizio pubblico di distribuzione della risorsa idrica così come chiesto durante i mesi estivi dalla Prefettura di Cagliari; se intende presentare un proprio disegno di legge con sui sancire – una volta e per tutte – il divieto di concessione ad investitori privati della gestione delle acque presenti sul territorio sardo. All’iniziativa consiliare di Stocchino si aggiunge l’azione politica che i Comunisti porteranno avanti in tutta la Sardegna. In una nota, Giovannino Deriu e Alessandro Corona spiegano che si partirà a livello territoriale con una proposta di Deliberazione che sarà presentata nei Consigli Comunali e Provinciali. “Cappellacci – dicono Corona e Deriu – sancisce la svendita dell’acqua dei sardi. Promette di abbassare le accise sui carburanti ma si dimentica di spiegare che vorrebbe privatizzare l’acqua. Noi invece continuiamo a ritenere che l’acqua sia un bene comune che non deve essere lasciato alla gestione privata, così come chiaramente espresso con i Referendum del 2011. Faremo in modo – continuano i dirigenti di PRC e Pdci – di favorire un fronte compatto contro il tentativo di Cappellacci di privatizzare l’acqua dei sardi, a partire dai Comuni”.

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