Islam e immigrazione, uno studio dimostra quanto la distorsione mediatica incide sulla percezione dei cittadini

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

L’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 ha segnato un punto di svolta nel rapporto tra il mondo occidentale e quello musulmano, incrinando inesorabilmente la percezione dei cittadini – soprattutto europei – verso la fede islamica. La guerra al terrorismo di matrice musulmana portata avanti contro il regime talebano prima, e dalla Coalition of the Willing poi – coalizione composta, tra i tanti, da Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Paesi Bassi, Spagna, Turchia – ha permesso ai media internazionali e nazionali di concentrare il maggior flusso di notizie sul mondo islamico, evidenziandone prettamente le negatività. Una generale sensazione di paura si è diffusa nell’opinione pubblica mondiale, cresciuta con le varie azioni violente condotte da Al Qaeda con gli attentati di Madrid nel 2004, Londra nel 2005, e, più recentemente, da alcuni membri dello Stato Islamico alla redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo.

Lo spauracchio islamico

RepIslam

La notizia data da Repubblica.it

Nel tardo pomeriggio di sabato 14 febbraio le agenzie di stampa iniziano a riportare la notizia dell’attacco ad un bar di Copenhagen nel quale si svolgeva un dibattito, dal titolo “Arte, blasfemia e libertà di stampa”, alla presenza del vignettista Lars Vilks, e dell’Ambaciatore francese, Francois Zimeray: diversi colpi di pistola hanno raggiunto il locale, causando la morte di un uomo e il ferimento di tre poliziotti. La notizia, ripresa dai principali media italiani, è stata diffusa dall’edizione on line della Repubblica con un articolo dal titolo: Terrorismo: a Copenaghen spari a convegno su Islam, un morto. “Volevano rifare Charlie Hebdo”, nel quale si spiegava che “il terrorismo di matrice islamica attacca di nuovo la libertà di parola”. Il Corriere.it raccontava come “L’attentato sembra avere una matrice islamica”. In questo modo, senza nessuna certezza riguardo agli autori dell’attentato, i due principali quotidiani italiani si sono sbilanciati nel fornire informazioni prive di fondamento ai lettori, incrementando la percezione negativa verso un’intera comunità di fedeli.

Chapel Hill

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I tre giovani uccisi a Chapel Hill. A destra, il killer. Photo: http://www.telegraph.co.uk

Eppure non è avvenuta la stessa copertura mediatica per la macabra esecuzione di tre cittadini statunitensi di fede musulmana consumata nella cittadina di Chapel Hill l’11 febbraio: il killer, Craig Stephen Hicks, che su Facebook si dichiarava ateo, e postava regolarmente foto e status contro le religioni, avrebbe ucciso Deah Shaddy Barakat, Yusor Mohammad Abu-Salha, e Razan Mohammad Abu-Salha per problematiche di vicinato legate ad un parcheggio. I membri della polizia incaricati alle indagini hanno dichiarato di voler approfondire le reali cause dell’omicidio, spiegando che non sembra delinearsi un hate crime. Il Presidente statunitense Barack Obama ha espresso il suo cordoglio per le vittime solo due giorni dopo l’accaduto: “No one in the United States of America should ever be targeted because of who they are, what they look like, or how they worship”. Le attese parole di Obama sono arrivate in seguito alle critiche del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, durante la sua visita in Messico, ha dichiarato: “If you stay silent when faced with an incident like this and don’t make a statement, the world will stay silent toward you. I ask Mr. Obama, where are you, Mr. President?”.

I dati: realtà VS percezione

Percezione islam

Musulmani in Europa: dati reali e percezione della popolazione. Indagine: Ipsos-Mori. Infografica: The Economist.

La percezione di un’invasione islamica grava prepotentemente sulla popolazione, nonostante la distanza dai dati reali del numero di cittadini di fede musulmana presenti in Europa. Una ricerca condotta da Ipsos-Mori dimostra come gli europei sovrastimano la presenza islamica nel loro Paese. Francesi e belgi segnano il più alto indice nella differenza tra la reale presenza e quella ipotizzata: in Francia, i musulmani rappresentano l’8 per cento dell’intera popolazione, ma per i cittadini ammontano al 31 per cento; in Belgio, la comunità islamica si ferma al 6 per cento, e i belgi credono che la loro presenza arrivi al 29 per cento. I musulmani britannici arrivano al 5 per cento della popolazione, contro una percezione diffusa che li porta al 21 per cento. E in Italia? La comunità musulmana italiana rappresenta il 4 per cento della popolazione; la percezione degli italiani è che arrivi al 20 per cento. Irrisori i numeri dei musulmani in Polonia e Ungheria, rappresentando solo lo 0,1 per cento: i polacchi credono che siano il 5 per cento, gli ungheresi il 7 per cento.

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Ipsos-Mori: tutte le Nazioni sovrastimano il loro livello di immigrazione.

Immigrazione

La percezione dell’impatto della popolazione immigrata è totalmente erronea tra gli italiani, che guidano la classifica: i dati parlano di un 30 per cento di stima, rispetto al vero dato che si ferma al 7 per cento. Negli Stati Uniti il dato reale di immigrati è del 13 per cento, contro una percezione del 32 per cento. Seguono il Belgio – 10 per cento reale, 29 per cento percepito, e la Francia, con un rapporto di 10 per cento contro il 28 per cento idealizzato.

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