La riunione del Consiglio Nord Atlantico

Sul tavolo della NATO gli attacchi al confine turco e la nuova strategia di Ankara verso l’Isis

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Press Conference NATO Secretary General Jens Stoltenberg

Il Segretario Generale della NATO, Jensn Stoltenberg. Photo: http://www.nato.int

Oggi il Consiglio Nord Atlantico, composto dai 28 ambasciatori dei Paesi membri della NATO, si riunisce su richiesta dellaTurchia per discutere dei recenti attacchi subiti al confine con la Siria. Ankara manda avanti parallelamente due operazioni militari: contro i curdi del PKK, rei d’aver ucciso nel sonno due poliziotti nella citta di Adiyaman, e di aver causato l’esplosione di un gasdotto al confine tra Iran e Turchia, e contro lo Stato Islamico, all’indomani del sanguinoso attentato del 20 luglio nella citta di Suruç che ha portato alla morte di 30 persone. La Turchia si è appellata all’articolo 4 del Patto Atlantico, che prevede la consultazione degli altri membri nel caso in cui l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata.

Contro Daesh e PKK

Davutoglu meeting

L’incontro tra Davutoglu con alcuni direttori dei quotidiani turchi. Photo: Hurriyet Daily News

La vera novità è il cambiamento di rotta deciso dal presidente Erdogan e dal primo ministro Davutoglu nel partecipare alla coalizione anti-Daesh, fornendo le basi militari turche come appoggio. Davutoglu, ex ministro degli Esteri e ideatore della famigerata dottrina zero problems with our neighbors – nessun problema con i nostri vicini – naufragata con l’inizio della guerra civile in Siria, in un incontro organizzato recentemente con i direttori dei quotidiani turchi ha delineato la strategia che la Turchia ha intrapreso: intervenire per ristabilire l’ordine pubblico; rispondere agli attacchi del PKK e di Daesh nelle rispettive postazioni in Iraq e Siria; dimostrare l’importanza del ruolo della Turchia a livello geopolitico nella regione.

Il ringraziamento degli Stati Uniti

John Kirby

John Kirby, portavoce del U.S. Department of State, nella conferenza stampa del 27 luglio. Photo: AP

Intanto, nella conferenza stampa del 27 luglio John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato americano, pressato dalle domande dei giornalisti, ha affermato che la Turchia ha il diritto di difendersi dagli attentati del PKK, che è considerato dagli Stati Uniti un’organizzazione terroristica. “Riconosco – afferma Kirby – che in alcuni casi il PKK ha combattuto contro lo Stato Islamico, ma per noi rimane una Foreign Terrorist Organization. La nostra battaglia contro l’Isis non è in cooperazione, in coordinamento o in comunicazione con il PKK”. Kirby spiega che gli Stati Uniti “sono grati per la cooperazione della Turchia contro l’Isis e per il supporto logistico fornito, con le basi concesse agli aerei della coalizione”. Alla domanda sull’esistenza di un accordo tra Turchia e Stati Uniti per una no-fly zone nel nord della Siria Kirby ha risposto seccamente no, spiegando che “non è stata presa in considerazione perché in quella zona non è presente una forza nemica che utilizza velivoli: il regime di Assad non ci sta sfidando, e lo Stato Islamico non è dotato di una forza aerea”.

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