Joe Biden scende in campo

Il vice presidente starebbe valutando la sua candidatura alle presidenziali del 2016

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Biden e Obama

Joe Biden e Barack Obama: Photo: Flickr

“Il Presidente è convinto che la migliore scelta politica che abbia mai fatto in carriera sia stata quella di aver scelto Joe Biden come suo vice”: le parole di Eric Schultz, portavoce presso la Casa Bianca, lanciano un vero e proprio sasso nelle acque fin’ora abbastanza tranquille delle primarie democratiche che sceglieranno il possibile successore di Obama. Se da una parte la candidatura di Hillary Clinton sembra la più forte, non è da sottovalutare la figura di Bernie Sanders, Senatore del Vermont, promotore di iniziative importanti sul cambiamento climatico e sul salario minimo. Ma la discesa in campo di Biden cambierebbe le carte in tavola.

La promessa fatta a Beau

Joe e Beau Biden

Joe e Beau Biden. Photo: Flickr

Il vice presidente ha recentemente subito la perdita del figlio, Beau che, secondo indiscrezioni riportate dalla giornalista Maureen Dowd sul New York Times, sul letto di morte a causa di una malattia incurabile avrebbe cercato di strappare al padre una promessa: quella di correre per le presidenziali nel 2016, perché “la Casa Bianca non può tornare nelle mani dei Clinton, e la Nazione ha bisogno dei tuoi valori”. Joe Biden, dall’alto dei suoi 72 anni, starebbe seriamente valutando la sua candidatura che, nel caso avvenisse, verrebbe ufficializzata nel mese di settembre. Alcuni personaggi vicini al vice presidente starebbero sondando il terreno, tanto che il suo Super PAC, chiamato Draft Biden, nella dichiarazione del direttore esecutivo, William Pierce, sostiene che “si sta cercando di creare entusiasmo nell’ambiente per una possibile candidatura. Gli elettori cercano qualcuno che sia onesto e del quale ci si possa fidare”.

La credibilità di Hillary

Pennsylvania Gov. Ed Rendell, left, and Sen. John Murtha, right, joined Sen. Hillary Clinton on stage.

Il Governatore della Pennsylvania, Ed Rendell, Hillary Clinton e il Senatore John Murtha. Photo: Flickr

Ed effettivamente Biden ha dalla sua i sondaggi: secondo un’indagine della Quinnipiac University egli è considerato onesto e affidabile dal 58% degli intervistati, e il 57% è convinto che Biden abbia a cuore i loro interessi. D’altro canto, il 57% del campione interpellato ritiene che la Clinton non sia onesta e affidabile, e il 52% è convinto che l’ex Segretario di Stato non si interessi dei loro bisogni. L’eventuale patata bollente della candidatura di Biden dovrà essere gestita dall’establishment del Partito Democratico che, dopo aver appoggiato Obama, il primo afroamericano a diventare Presidente, sperava di scrivere facilmente una nuova pagina di storia americana con l’elezione della prima donna a capo degli Stati Uniti. Non sarà facile per la Clinton conquistare il cuore degli iscritti al partito: gli scandali legati all’utilizzo dell’email della Segreteria di Stato per fini personali, la morte dell’Ambasciatore Stevens al Consolato americano di Bengasi e le questioni legate alle falle nella sicurezza, e i soldi ricevuti dal suo comitato elettorale da parte di un’azienda canadese rea d’aver venduto una miniera di uranio ai russi minano la credibilità e la fiducia attorno alla sua candidatura. Joe Biden potrebbe approfittarne, magari spinto dall’aiuto di Barack Obama, il quale, dopo l’accordo sul nucleare iraniano e il recente annuncio del piano sul clima che prevede il taglio del 32% delle emissioni di Co2 entro il 2030, dimostra di essere ancora un Presidente forte e al comando della Nazione, nonostante la forte opposizione repubblicana.

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