La storia di Ramazan

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Migliaia di uomini e donne cercano, ogni anno, di entrare illegalmente negli Stati Uniti alla ricerca di un futuro migliore. Photo: http://www.csmonitor.com

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

La persona più interessante che ho incontrato a New York, so far, si chiama Ramazan. Macedone, sulla cinquantina, Ramazan lavora per una impresa di pulizie. È arrivato negli Stati Uniti alla fine degli anni ’80 passando dal Messico e, dopo un mese di carcere, è riuscito a rimanere nel Paese, in un modo o nell’altro.

Siamo entrati subito in sintonia. Con lui ho parlato della fine della Guerra Fredda, della Conferenza di Bandung, dell’Apartheid in Sud Africa, che oggi continua sulla pelle dei palestinesi, del ruolo delle Nazioni Unite e di economia statunitense. E afferma: “La gente qui è avara. Vuole sempre più soldi. Guarda Donald Trump, nonostante molteplici fallimenti ha ricominciato da zero, sempre col solo obiettivo di fare soldi.”

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Donald Trump, candidato presidente alle primarie del Partito Repubblicano. Photo: http://www.redstate.com

Mi ha impressionato la sua conoscenza dei fatti storici, alcuni dei quali vissuti sulla propria pelle, e l’attenzione per l’istruzione dei figli, che andranno al college con i guadagni di una vita passata a lavorare.

Dato che aveva appena finito di lavare il bagno non volevo entrare e sporcarlo nuovamente. Vista la mia titubanza, Ramazan mi ha detto: “Entra pure e non ti preoccupare di sporcarlo: grazie a te io posso lavorare.”

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