La polmonite di Hillary Clinton

Perché utilizzare la malattia della candidata democratica come pretesto per attaccarla politicamente?

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Trovo umanamente deplorevole l’accanimento mediatico sulla salute di Hillary Clinton.


Da quando, nella tarda serata di ieri in Italia, si è diffusa la notizia della polmonite di cui la candidata democratica è affetta, sono partite le congetture su un suo possibile rimpiazzo: Bernie Sanders? Joe Biden? Elisabeth Warren?

Credo sia il caso di fermarsi, cari tutti che criticate lo stato di salute di una donna che non ha probabilmente il tempo nemmeno di respirare, oberata di impegni istituzionali e legati alla campagna elettorale.

Il tempo delle primarie è finito: la Clinton ha vinto. Non è la candidata che speravo, continuo a pensare che Sanders fosse l’alternativa migliore. Ma da parte mia non verrà mai espresso un giudizio sull’ex First Lady relativo alle sue condizioni fisiche.

D’altronde, gli Stati Uniti hanno già avuto un Presidente affetto da una grave patologia: Franklin Delano Roosevelt fu eletto per quattro mandati consecutivi, governando dal 1933 al 1945.

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