Amazon, lo spot interreligioso che scalda il cuore

L’azienda di Jeff Bezos sceglie un Prete e un Imam per l’ultima pubblicità del servizio Prime: un messaggio di distensione in tempi difficili

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Due amici si incontrano nel pomeriggio per una tazza di te. Uno ha la barba lunga, l’altro ha il viso ben rasato. Uno porta un copricapo, l’altro ha dei sottili capelli bianchi. Entrambi soffrono di un dolore alle ginocchia. I due amici condividono la fede in Dio. Ma uno è un Prete cristiano, l’altro è un Imam.

E’ la trama della nuova pubblicità di Amazon Prime: uno spot di una semplicità unica, che nel corso del minuto e venti di durata racchiude tanti messaggi sulla vita di tutti i giorni. L’amicizia, la comprensione reciproca delle problematiche fisiche, abbracci affettuosi: che importa la religione che si professa, quando c’è tanto da condividere insieme?

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Un momento tratto dall’intervista di Al Jazeera ai protagonisti dello spot Amazon Prime

Intervistati da Al Jazeera, i protagonisti della pubblicità hanno raccontato di non essersi mai incontrati prima, ma da quando si sono conosciuti hanno instaurato una vera amicizia. “Non abbiamo dovuto recitare nello spot – spiegano – ma ci siamo semplicemente comportati come facciamo nella vita di tutti i giorni”.

 

La CNN si è chiesta se Amazon abbia realizzato un commercial politico in seguito all’elezione di Donald Trump, il quale in campagna elettorale ha proposto di schedare i musulmani presenti sul territorio statunitense e di impedire nuovi arrivi per i fedeli dell’Islam.

Sarà, ma poco importa rispetto a ciò che la pubblicità vuol mostrare, ovvero due persone avanti con l’età, due uomini che cercano di prendersi cura l’uno dell’altro. Bezos si è dichiarato “orgoglioso” del lavoro svolto dal suo team nella realizzazione dell’ad:

Le pubblicità hanno il chiaro compito di stimolare i punti irrazionali dei nostri atteggiamenti come consumatori, spingendoci ad acquistare i prodotti di un determinato marchio, o fidelizzare la clientela attraverso i valori che quella catena vuol rappresentare. L’intenzione di Amazon di ergersi ad azienda universale e non discriminatoria è lodevole.

Noi, come cittadini consumatori, possiamo fare la differenza nelle logiche di mercato

Così come nel 2014, a 100 anni dalla Grande Guerra, la catena britannica di supermarket Sainsbury’s realizzò uno spot natalizio rievocando un episodio della Prima Guerra mondiale nel quale i soldati di Sua Maestà e quelli tedeschi deposero le armi durante il Natale, scambiandosi doni e giocando a calcio.

O il recente spot Ikea che vede come protagonista una mamma che per tornare ogni giorno a casa deve attraversare dei sottopassaggi poco illuminati e una strada pericolosa. Suo figlio l’attende ogni giorno, preoccupato che possa accadere qualcosa di spiacevole alla madre. Così, con l’aiuto dei vicini di casa, riesce ad illuminare il suo percorso.

“Life’s better at the flick of a switch”, recita la pubblicità. Noi, come cittadini consumatori, possiamo fare la differenza nelle logiche di mercato: i continui e massicci investimenti pubblicitari lo dimostrano.

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