Michael Flynn e Tax Reform, tutti i guai del Presidente

La Casa Bianca è accerchiata dall’inchiesta Russiagate, con Jared Kushner trascinato da Michael Flynn nel pantano. Intanto il Senato vota la tax reform, una vittoria per Donald Trump?

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Come nei migliori casi d’omicidio, dove gli inquirenti cercano di scoprire l’assassino dalle tracce lasciate sul luogo del delitto, il Procuratore Speciale Robert Mueller sta cercando faticosamente di assemblare i pezzi per ricostruire una trama da vero e proprio film hollywoodiano, tra intercettazioni, tradimenti verso il Governo e contatti con i nemici.

Ed è così che finalmente Michael Flynn, dopo mesi di pressioni, vuota il sacco ed ammette d’aver mentito all’F.B.I. La storia inizia già nel 2016, quando il 23 dicembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite passa la risoluzione nella quale si condanna Israele per flagrante violazione delle leggi internazionali circa l’occupazione dei territori della Palestina. Gli Stati Uniti si astennero, permettendo il passaggio del voto.


LEGGI: Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna Israele

 


Flynn, insieme ad altri membri del transition team di Donald Trump, contattarono i più alti vertici della diplomazia russa, pressandoli per bocciare la risoluzione. Flynn, in sostanza, si rivolse ad un’altra Nazione per sovvertire un voto che il suo Governo voleva far passare. Jared Kushner, Consigliere di Trump, avrebbe agito insieme a Flynn nel trovare un contatto con i russi. Portando, così, l’inchiesta sempre più vicina alla Casa Bianca.

Flynn, durante la Convention repubblicana del luglio 2016, chiedeva l’imprigionamento di Hillary Clinton sulla controversia dell’utilizzo dell’email personale dell’ex Segretario di Stato per questioni riguardandi il Department of State.

I RICCHI ANCORA PIU’ RICCHI

Intanto, il voto sulla riforma della tassazione passato al Senato porterà gli Stati Uniti sull’orlo di una guerra civile economica. Infatti, la classe media – che guadagna tra i 40 e i 50 mila dollari l’anno – si ritroverà sul groppone un aumento delle tasse stimato attorno ai 5 miliardi di dollari, mentre i super ricchi – che guadagnano almeno 1 milione di dollari nei 12 mesi – una diminuzione pari a 6 miliardi di dollari.

“Chi ci guadagna?”, si chiede il Senatore del Vermont Bernie Sanders. “I manager degli hedge fund che vivono alle Isole Vergini risparmieranno 600 milioni di dollari“. Nelle più di 500 pagine della riforma voluta dai Conservatori, una sola sezione, la 14504, taglierà alle casse dello Stato un ammontare importante che “un Paese nel quale vivono 40 milioni di poveri – ricorda Sanders – dove 28 milioni di persone sono senza assicurazione sanitaria” non può certo permettersi.

 

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