Etichettato: berlino

Milano, ucciso dalla polizia attentatore di Berlino

L’italiana Fabrizia Di Lorenzo ha perso la vita nell’attacco al mercato di Natale della capitale tedesca 

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Anis Amri, radicalizzatosi nel carcere di Palermo, compie una strage a Berlino e trova la morte a Milano.

Il presunto attentatore di Berlino, Anis Amri


Dopo il provvedimento d’espulsione, la Tunisia ne rifiuta il trasferimento, e di Amri si perdono le tracce.

Un corto circuito – né il primo, né l’ultimo – che ha portato alla morte di vite innocenti.

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La caduta del muro e la lenta dissoluzione della memoria dei giovani tedeschi

I più recenti sondaggi mostrano che i ragazzi si ritengono estranei al doloroso passato della loro nazione

di Matteo Meloni, da Il Portico del 20 dicembre 2009

Twitter: @melonimatteo

Il crollo del Muro di Berlino. Photo: http://www.thesocialpost.com

Nell’ambito delle celebrazioni del ventennale della caduto del muro di Berlino, l’ACIT – associazione culturale italo tedesca – prosegue con varie iniziative volte alla sensibilizzazione dei temi legati agli eventi storici, politici e culturali che la dissoluzione della DDR ha portato con sè. La nona edizione della rassegna cinematografica “Cinema Tedesco Oggi” ha ospitato nei giorni scorsi il giovane regista Giovanni Santonocito, autore con Annalisa Vozza del documentario “Where the wall was – Ma tu lo sai dov’era il muro?”, proiettato nella sala Odissea in viale Trieste. Il documentario focalizza la sua attenzione sulla popolazione berlinese, divisa fin dal 1961 da un muro che ha separato intere famiglie e calato “una cortina di ferro visibile agli occhi della gente” e del quale oggi si ha difficoltà a trovarne traccia per la capitale tedesca. I registi hanno intervistato gli abitanti della città, chiedendo loro dove passasse la barriera edificata dal governo della DDR, ricevendo risposte disparate, a significare che la memoria in un certo qual modo lentamente scompare, quasi un rifiuto per ciò che è stato per 28 anni. I racconti di alcuni personaggi attivi nella vita politica e culturale della Berlino divisa – nelle parole di un ex soldato della Germania comunista e di un artista tra i precursori della moda dei graffiti sul muro – esplicano in maniera reale cosa ha significato vivere in una parte del mondo unica nel suo genere, nel bene e nel male. I giovanissimi si ritengono quasi totalmente estranei al recente passato, dimostrando un totale disinteresse relativo all’importanza che il muro ha rivestito nella storia dei loro genitori. La manifestazione “C’era una volta il muro”, organizzata dall’ACIT, ha avuto tra i suoi momenti principali il dibattito svoltosi nell’Aula Teatro della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari con la deputata del partito SPD al Parlamento della Repubblica Federale di Germania Angelika Krüger- Leißner. Originaria della Germania dell’Est – come la Cancelliera Angela Merkel – Krüger-Leißner è impegnata politicamente da numerosi anni: presiede la commissione cultura e media del Parlamento Federale e le sottocommissioni per la cultura estera e per i rapporti culturali tra la Germania e la Francia e la Germania e la Russia. I suoi ricordi della vita nella Germania dell’Est sono vivi. Aveva 10 anni quando il muro è stato edificato; venne informata dai genitori della costruzione della barriera che, da quel giorno in poi, non le avrebbe più permesso rapporti con i familiari rimasti nella parte Ovest. Racconta come nelle aule scolastiche la politica rivesta una grande importanza e come la Repubblica Democratica Tedesca voglia difendere la sua popolazione dal “nemico fascista e capitalista dell’Ovest”. Abitando vicino al confine, la sua famiglia captava il segnale televisivo dei canali della Germania occidentale, potendo dunque vedere una diversa realtà che stimolava i dubbi nelle loro coscienze. “Se non fosse stato per singoli gruppi coraggiosi che cercavano una maggiore libertà, il muro oggi sarebbe ancora in piedi – sostiene la Krüger-Leißner – la situazione economica non era certo delle migliori: anche questo fattore è stato di stimolo alla caduta del muro, sotto la pressione della gente dell’Est”. “Tutti ricordano un’unica immagine della caduta del muro, un uomo che piccona il cemento – prosegue la Krüger-Leißner – in realtà l’evento epocale è la dissoluzione della Deutsche Demokratische Republik, un intero Stato decaduto con l’apertura delle frontiere. La svolta ha avuto un significato ben preciso: la generazione dei più piccoli è stata liberata sotto ogni punto di vista, ma chi ha vissuto per anni la dittatura, martellante e psicologica, un tale cambiamento non è stato facile. La mia personale esperienza è stata fortunata: ero insegnante, sposata e con i figli da crescere, avevo molti stimoli per far bene. Alcuni erano aperti alla partecipazione nella ricostruzione dello Stato, altri hanno vissuto il cambiamento con grosse difficoltà”. Un cambiamento, però, necessario per tutto il mondo.

“Il successo della donna più potente del mondo faccia riflettere sui toni della politica italiana”

Germania. Maria Luisa Pinna, docente di tedesco e profonda conoscitrice, spiega la conferma della Merkel: “Il successo della donna più potente del mondo faccia riflettere sui toni della politica italiana”

di Matteo Meloni, da Il Portico del 18 Ottobre 2009

Twitter: @melonimatteo

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La Cancelliera tedesca Angela Merkel. Photo: http://www.forbes.com

Le recenti elezioni tenutesi in Germania hanno dato luce ad una nuova organizzazione di potere che, in primis, cancella la Grosse Koalition che guidava il Paese dal 2005 confermando alla guida del governo la Cancelliera Angela Merkel. Maria Luisa Pinna, docente di lingua tedesca, ci spiega perché la conferma della donna più potente del mondo non deve stupire.

Le elezioni in Germania sanciscono la fine della Grosse Koalition.

Assolutamente si; il Partito Liberale e Die Linke sono i veri vincitori dell’ultima tornata elettorale, mentre i grossi partiti, CDU-CSU ma soprattutto l’SPD escono sconfitti, perdendo una consistente fetta di elettorato. L’SPD in particolare dovrà fare i conti con nuovi poteri interni al partito; anzitutto vorrei far notare l’azzeramento dei suoi più alti vertici, dimissionari dopo la perdita delle elezioni.

La situazione non sembra molto diversa da quella italiana, in particolare la sinistra tedesca perde consensi nel partito di riferimento, l’SPD, e guadagnano partiti costola, come Die Linke, paragonabile all’IDV di Di Pietro.

Il caso tedesco può somigliare a quello italiano, ma in un contesto estremamente diverso e variegato. Potremmo fare l’esempio della città di Berlino: guidata da Klaus Wowereit dell’SPD, la maggioranza della capitale è mandata avanti con Die Linke, mostrando un esempio di condivisione di ideali e politiche. A livello nazionale la situazione è diversa: nelle ultime elezioni non ci si è voluti coalizzare categoricamente col partito di Lafontaine, con il risultato di una sconfitta bruciante per l’SPD. In generale, non abbiamo più due grandi partiti e altri piccoli, ma tanti grandi partiti.

Il Partito Liberale è riuscito a prendere una grossa fetta dell’elettorato, tanto da diventare l’ago della bilancia per la formazione del prossimo governo.

Il partito guidato da Guido Westerwelle ha improntato la campagna elettorale su temi economicidi libero mercato, detassazione e semplificazione del sistema fiscale in generale, promozione di politiche più favorevoli per le famiglie. L’omosessualità di Westerwelle, palese e risaputa, non ha influenzato negativamente l’elettorato tedesco, dato comunque sensibile; in Germania l’omosessualità dei politici non è vista come un limite: lo stesso sindaco di Berlino è omosessuale. In questo contesto, la cristiana Merkel lavorerà con la solita proficuità per il raggiungimento della stabilità economica che non solo la Germania, ma l’Europa tutta desidera dal punto di vista economico.

Angela Merkel è amata pressoché dall’intero specchio dell’elettorato tedesco.

La forza di Angela Merkel sta nella sua semplicità legata al carisma innato che la contraddistingue. La Merkel viene chiamata “Mutti”, mammina, per dare un’idea dell’impressione positiva che la sua presenza può dare. Il successo della Merkel dovrebbe far riflettere sui toni che in una politica sana e più democratica si dovrebbero utilizzare: senza offendere l’avversario, si può convincere l’elettorato in maniera ugualmente decisiva.