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Iran, il nucleare israeliano e il NUMEC

Il lungo percorso che porta all’approvazione dell’Iran Deal tra contraddizioni e pressioni esterne

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

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Benjamin Netanyahu. Photo: http://www.rt.com

“L’accordo con l’Iran produce minacce gravi ad Israele, al Medio Oriente, all’Europa e al mondo intero”, ha affermato Benjamin Netanyahu, Premier israeliano, all’indomani del trattato nucleare. E ha aggiunto: “In 10 anni l’Iran sarà in grado di dotarsi di un’arsenale nucleare. In questo lasso di tempo l’intesa permette al regime di Teheran di costruire quante centrifughe vuole, per arricchire in modo illimitato le scorte di uranio, accrescendo facilmente il numero di ordigni nucleari in suo possesso”. Allo stesso tempo, secondo il Primo Ministro, “nell’immediato l’accordo garantirà all’Iran centinaia di migliaia di dollari che saranno diretti verso la sua aggressività nella regione e al terrorismo che dissemina in tutto il mondo: altri fondi per i Guardiani della Rivoluzione, per Hezbollah, per Hamas, per il Jihad, per il terrorismo che l’Iran appoggia”. Eppure, negli anni ’60, Israele, tramite il Mossad e l’aiuto di un alto dirigente locale, avrebbe trafugato diverso materiale radioattivo da Apollo, cittadina della Pennsylvania, dove il NUMEC, Nuclear Materials and Equipment Corporation, aveva il suo stabilimento.
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The Week: la settimana dal 3 all’8 agosto

La svolta verde di Obama

Il Presidente statunitense lancia il Clean Power Plan, provvedimento che impegna Washington a ridurre entro il 2030 le emissioni di Co2 del 32% rispetto ai livelli del 2005.

Il video rilasciato dalla Casa Bianca

Australia, sale la disoccupazione

Peggio delle aspettative il tasso di disoccupazione australiano nel mese di luglio, pari al 6.3% rispetto ad un atteso 6.1%: si torna così alle cifre del 2002. Meglio cercare lavoro altrove.

La prima intervista di Rafsanjani dopo l’accordo nucleare

L’ex Presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani parla per la prima volta ad una testata internazionale dopo l’accordo sul nucleare iraniano, analizzando i futuri rapporti di Teheran con gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita.

Il dibattito sulla scuola privata nei Paesi in via di sviluppo

Da sempre i governi centrali ritengono l’istruzione un loro monopolio ma ora, soprattutto nel sud del mondo, stanno nascendo diverse istituzioni private che, per 1 dollaro alla settimana, garantiscono un’istruzione adeguata.

Il raddoppio del Canale di Suez

Eseguiti in tempi record i lavori per il raddoppio del Canale di Suez, aperto nel 1869: secondo i media egiziani, porterà ad una grossa crescita economica e al cambiamento del balance of power nell’area.

Il video dell’andamento dei lavori

Il primo dibattito repubblicano: vincitori e vinti

L’analisi all’indomani del primo round dei candidati alla presidenza del GOP

Thomas L. Friedman: My Question for the Republican Presidential Debate

The New York Times, 5/08/2015

If I got to ask one question of the presidential aspirants at Thursday’s Fox Republican debate, it would be this: “As part of a 1982 transportation bill,President Ronald Reagan agreed to boost the then 4-cent-a-gallon gasoline tax to 9 cents, saying, ‘When we first built our highways, we paid for them with a gas tax,’ adding, ‘It was a fair concept then, and it is today.’ Do you believe Reagan was right then, and would you agree to raise the gasoline tax by 5 cents a gallon today so we can pay for our highway bill, which is now stalled in Congress over funding?” Continua a leggere

La riunione del Consiglio Nord Atlantico

Sul tavolo della NATO gli attacchi al confine turco e la nuova strategia di Ankara verso l’Isis

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Press Conference NATO Secretary General Jens Stoltenberg

Il Segretario Generale della NATO, Jensn Stoltenberg. Photo: http://www.nato.int

Oggi il Consiglio Nord Atlantico, composto dai 28 ambasciatori dei Paesi membri della NATO, si riunisce su richiesta dellaTurchia per discutere dei recenti attacchi subiti al confine con la Siria. Ankara manda avanti parallelamente due operazioni militari: contro i curdi del PKK, rei d’aver ucciso nel sonno due poliziotti nella citta di Adiyaman, e di aver causato l’esplosione di un gasdotto al confine tra Iran e Turchia, e contro lo Stato Islamico, all’indomani del sanguinoso attentato del 20 luglio nella citta di Suruç che ha portato alla morte di 30 persone. La Turchia si è appellata all’articolo 4 del Patto Atlantico, che prevede la consultazione degli altri membri nel caso in cui l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata.
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