Etichettato: economia

Cinque italiane nella Top 100 della reputazione mondiale. Ferrero prima nel food

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

ferrero-1ROMA, 1 MARZO – Si rafforza la presenza delle aziende italiane tra quelle più apprezzate e riconosciute a livello mondiale. Secondo la Global Reptrak 100, la classifica del Reputation Institute che misura la reputazione delle aziende tra i consumatori, Ferrero, Barilla, Giorgio Armani e Pirelli sono tra le prime 50: un dato importante che dimostra, ancora una volta, lo spiccato interesse del pubblico verso il Made in Italy.

Ferrero, la multinazionale dei prodotti dolciari, registra due record: è la prima azienda alimentare della classifica, e guida l’Italia tra le società presenti nel ranking delle 100 realtà con maggiore reputazione nel mondo. “Siamo orgogliosi della fiducia che i

consumatori di tutto il mondo ci hanno confermato anche quest’anno posizionandoci in termini di reputazione al primo posto assoluto nel mondo come azienda alimentare oltre che come azienda italiana. È la conferma che ‘la qualità prima di tutto’ è la vera chiave del successo”, ha affermato Giovanni Ferrero, Amministratore Delegato della società piemontese.

Barilla, produttrice di pasta, sughi e prodotti da forno, raggiunge la 23° posizione. Il gruppo Giorgio Armani si piazza al 28° posto, migliorando di 4 posizioni rispetto allo scorso anno e primeggiando tra le aziende italiane dello style. Pirelli passa dal 40°al 32° posto, ed entra nella classifica la FCA, piazzandosi al 98° posto: realtà di innovazione e automotive, che raccontano tanto di un panorama economico come quello italiano, fatto non di soli food e moda.

La classifica 2017, guidata dalla Rolex, vede tra le prime 10 aziende con la maggiore reputazione LEGO Group, Walt Disney e Canon. Google, al quinto posto, perde due posizioni rispetto al 2016. Bosch e Sony, rispettivamente al 6° e 7° posto precedono Intel, che rientra nella top ten dopo un anno. La casa automobilistica Rolls-Royce si colloca al 9° posto e chiude i primi 10 la Adidas.

“Le prime dieci aziende del ranking mondiale 2017 provengono da diversi settori e investono continuamente per rafforzare e proteggere la loro reputazione. Questo – spiega Michele Tesoro-Tess, Executive Partner di Reputation Institute – testimonia quanto la reputazione sia diventato un asset fondamentale nelle strategie di business, indipendentemente dal settore in cui operano: l’impatto concreto della reputazione sulle performance economico-finanziarie è finalmente riconosciuto”.

This article first appeared in Onuitalia, independent news site on Italy’s contribution to the life and ideals of the United Nations

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Banca Etica: investiti 12 milioni di euro, sofferenze al 2 per cento, finanzia le Ong

La parola al responsabile per la Sardegna, Carlo Usai, promotore finanziario ambulante

di Matteo Meloni, da Sardi News di Aprile 2014

Twitter: @melonimatteo

Una manifestazione di Banca Etica

Una manifestazione di Banca Etica

Dopo 15 anni di attività è tempo di bilanci per Banca Etica, progetto nato con l’intenzione di promuovere una finanza legata al commercio equo solidale, rivolgendosi al mondo dell’associazionismo, alle attività culturali e alle opere di interesse pubblico. Il nome può sembrare un ossimoro, ma Banca Etica, con 37 mila soci e 17 filiali che servono tutto il territorio nazionale, ha dimostrato, attraverso la sua attività, che un modo di finanziamento alternativo con una valutazione qualitativa dei progetti è possibile. La sofferenza bancaria di Banca Etica è pari al 2 per cento, contro una media del totale delle banche che si attesta al 7. Ma il dato più significativo è quello relativo a chi riceve il prestito: il 50 per cento dei finanziamenti di Banca Etica vengono destinati a soggetti che si sono visti rifiutare il credito da altre banche. Continua a leggere