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Migranti e Ong, la disinformazione di Vittorio Feltri

"In Africa non ci sono guerre, è la sinistra a salvare i migranti, dei profughi non interessa un cavolo a nessuno": parola del Direttore di Libero. Smontiamo pezzo per pezzo un articolo pieno zeppo di fake news

di Matteo Meloni

Twitter: @melonimatteo

Anno del Signore 2017, un caldissimo weekend di una estate rovente, sabato 5 agosto. Vittorio Feltri si alza di buon mattino e, dopo aver bevuto una tazza di caffè, fuma un po' la sua pipa pensando a come gettare altra benzina sul fuoco – disinformazione, notizie false, frasi pescate a caso e per sentito dire – attraverso il suo capolavoro giornalistico per eccellenza: Libero. Sì, mi riferisco proprio al quotidiano più amato da quella parte di italiani avvezzi all'odio verso i musulmani – bastardi islamici, ve lo ricordate? – o, in genere, misogini – patata bollente, titolo accattivante riservato al Sindaco di Roma, Virginia Raggi.

 

Sabato 5 agosto Vittorio Feltri osa, va oltre, e decide di raccontare tante false verità ai suoi lettori. Esagera talmente tanto che, in questa sede, è necessaria una vera e propria analisi del testo. Si intende, capiamo i problemi attuali del vecchio Direttore: a Milano, d'estate, l'afa è insopportabile e le sinapsi rallentano il ritmo, non permettendo al cervello di elaborare in maniera corretta una serie di informazioni, nonostante le conoscenze diffuse e il basso tasso d'analfabetismo esistente in Italia.

Gli africani non scappano da nessuna guerra

No, Vittorio Feltri, in Africa non sono in corso guerre e conflitti. Anche se, in effetti, non saprei come definirli onestamente: esecuzioni sommarie, terrorismo, Stati falliti in mano a fazioni di mercenari, così suona meglio? Boko Haram opera nella regione del Lago Chad: per essere gentile verso un uomo anziano quale lei è, mi permetto di ricordarle che dell'area sopracitata fanno parte Camerun, Niger, Nigeria e Ciad. Sono Stati africani, afflitti da una profonda crisi economica e sociale, dove circa 20 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria. Pensi, caro Feltri, che i rappresentanti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si sono pure recati in quella regione per vedere con i loro occhi la crisi in atto.

Nel 2016 – lo spiega l'UNHCR: è l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati anche se, probabilmente, i loro dati, non essendo prodotti da qualche società legata a gruppi neofascisti, potrebbero risultare non esatti secondo la capacità di comprendonio del suo pubblico di riferimento – il 15% dei migranti sbarcati sulle coste italiane proveniva dalla Nigeria, e poi ancora dall'Eritrea (rappresentante del 20% del totale degli arrivi del 2015), Paese guidato da un dittatore, e dalla Somalia (14% dei migranti arrivati nel 2015), Stato fallito dove le milizie di al-Shebaab sono responsabili dei massacri nella capitale. Nel 2017, al 30 giugno, sono arrivati in circa 4000 dal Sudan – ricorda il Darfur, Direttore Feltri? E la guerra civile in atto? E i cristiani uccisi? -, poco più di 1500 dalla Siria – immagino che su questo Paese qualche notizia le sia giunta in redazione – e altri 14000, sempre questa'anno, dalla Nigeria (ha sentito parlare dello sfruttamento per la prostituzione delle donne nigeriane, proprio nel nostro Belpaese?).

Il nostro governo di sinistra, non potendo scontentare i farabutti che si spacciano per anime candide, chiude entrambi gli occhi e asseconda le loro pretese di passare per samaritani pietosi. Il risultato è evidente

Eppure le polemiche sul Codice di Condotta per le Ong voluto dal Ministro dell'Interno Minniti sono feroci, tanto che Medici Senza Frontiere non ha firmato la misura voluta dal Governo Gentiloni. E che c'azzecca la sinistra? Neanche gli infiniti Governi della destra, a guida dell'ex-Cavaliere Silvio Berlusconi, sono riusciti a fermare l'arrivo dei migranti verso le coste italiane, in un frangente storico, tra l'altro, che vedeva ancora mantenuto lo status quo nei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo – Libia con Gheddafi, Siria con Assad, Egitto con Mubarak, Tunisia con Ben Ali. Nel 2008, così come riporta il Corriere della Sera, "dal 1˚ gennaio al 16 settembre sono sbarcati in tutta Italia 24.241 clandestini e (…) il loro numero è salito in appena un mese di 3.176 unità arrivando a 27.417 persone senza permesso. Tra loro ci sono 4.417 nigeriani, 4.320 somali, 2.918 eritrei, 2.514 tunisini".

Ma i vari Feltri in giro per il Paese – molti dei quali appartenenti ai Cinquestelle – dimenticano le tragedie avvenute nel Mediterraneo: tra il 2 e il 3 ottobre 2013 una barca con a bordo circa 500 migranti naufragò al largo di Lampedusa, causando la morte di 366 persone. Da lì, la necessità di un'operazione specifica e all'avanguardia, Mare Nostrum, che ha salvato circa 100 mila vite umane. Gli esseri umani, caro Vittorio Feltri, sono di destra o di sinistra? Continui pure con la sua pantomima sulla carta (straccia) e in televisione, il suo profondo valore umano è commisurato alle copie vendute da Libero ogni giorno in edicola.

Dei profughi non interessa un cavolo a nessuno se non quale occasione ghiotta onde accumulare quattrini con irrisoria facilità

Il suo egoismo, Direttore Feltri, è tanto forte da non riuscire a guardare in faccia la realtà: l'Italia è un Paese generoso e accogliente. Potrei, banalmente, citarle personaggi del calibro di Giusi Nicolini, già Sindaco di Lampedusa e vincitrice del Premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell'Unesco, o Pietro Bartolo, medico in prima fila durante i soccorsi ai migranti nella strage di Lampedusa, che ha partecipato al documentario di Franco Rosi Fuocoammare, vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino. Persone che hanno dato lustro al nostro Paese grazie alla loro umanità e che, insieme ai volontari che giornalmente, gratuitamente, aiutano a migliorare la macchina dell'accoglienza, rendono la nostra società un posto migliore.

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Vede, caro Direttore, i giornalisti, specie i più navigati, dovrebbero guidare l'opinione pubblica verso una maggiore comprensione dei fatti, non per le vie dell'incomprensione e della facile demagogia. Personalmente, ho speranza che anche lei e i suoi lettori possiate sforzarvi a capire che il mondo è un posto complesso, dove le semplificazioni lasciano il tempo che trovano. Perché, alla fine dei conti, siamo tutti esseri umani, lei compreso.